Quanti ricordi portano le panchine

Mi piacciono le panchine.
Ve ne sono di ogni tipo. Panchine che hanno visto cose che non si possono dire, panchine che hanno udito le confessioni di un cuore innamorato, le comode bugie di una ragazza, gli indispensabili consigli di un amica, panchine che se potessero parlare racconterebbero la vita di ognuno di noi, perché chi non si è almeno una volta seduto su una panchina, a pensare, a piangere, a scrivere, a leggere, a fare fotografie.
Su una panchina vengono partorite le idee migliori, chissà quanti grandi poeti si sono seduti su una panchina e hanno messo nero su bianco i loro pensieri.
Su una panchina ci puoi andare da solo, puoi portarci un amico o il fumo di una sigaretta, puoi portarci una ragazza o puoi semplicemente portarci un libro.
Io ho dato il mio primo bacio su una panchina.
Una panchina diventa in quell’istante un luogo privilegiato, un riparo sicuro, una finestra sul mondo, è un prendere distacco dalle cose di ogni giorno, è un sedersi a riflettere, a osservare, è un sedersi a Vivere.
Se ce un luogo in cui mi sento invisibile questo è la panchina, vedi tutto e non ti vede nessuno.
Perderò anche il mio tempo su una panchina, ma ogni volta ritrovo qualcos’altro…

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